Lo stile di uno scrittore matura col tempo. E’ indispensabile però studiare costantemente e non smettere mai di migliorare la propria tecnica.
I primi tempi, quando la passione per la scrittura è nata da poco e non si ha ancora molta esperienza, si tende ad imitare lo stile di qualche grande scrittore.
Giunge però prima o poi un giorno in cui uno scrittore (sia che si tratti di un professionista, che di un amatore) ha ormai maturato un proprio stile.
Lo stile non deve essere necessariamente considerato come una sorta di segno distintivo immutabile di un determinato autore, in quanto uno scrittore che abbia sviluppato col tempo la padronanza delle tecniche narrative potrà anche adattarlo al tipo di opera che ha intenzione di scrivere sul momento.
Chi padroneggia le tecniche di scrittura, non è mai schiavo di uno stile in particolare. Ha imparato la lezione di molti grandi scrittori e non ha più paura di scrivere liberamente.
martedì 15 novembre 2011
Viaggio Astrale
La fonte del seguente articolo è Wikipedia.
Le opinioni degli studiosi sull' argomento che segue sono spesso molto discordanti. Avendo avuto delle esperienze molto simili, e avendo compreso che si tratta fondamentalmente di fenomeni legati semplicemente alla nostra attività onirica, personalmente non credo molto all' esistenza del viaggio astrale.
Il viaggio astrale, definito spesso attraverso l’acronimo O.O.B.E (dall’ inglese out of body experience) è un particolare tipo di esperienza extrasensoriale, vissuta da persone che sostengono di essere uscite dal proprio corpo fisico, alle volte all’ interno di un corpo etereo, altre volte in assenza di corpo.
Questi individui sono spesso in grado di osservarsi dall’ esterno, spostando la propria coscienza e il proprio punto di osservazione nel corpo astrale.
Casi di esperienze extracorporee sono stati riferiti durante le fasi che precedono il sonno o il risveglio, in seguito a crisi epilettiche, intossicazioni da droghe, stati di rilassamento e meditazione e durante le esperienze di premorte.
Secondo diversi studiosi, certi sogni potrebbero essere dei veri e propri viaggi fuori dal corpo, e alcune esperienze che vengono percepite dai soggetti che le vivono come viaggi astrali, non sarebbero altro che sogni o rientrerebbero in quella particolare categoria di fenomeni denominata “sogni lucidi”.
Nel seguente brano tratto dal libro Parapsicologia Realtà Contestata di Massimo Inardi e Giovanni Iannuzzo, edizioni Sugarcò è riportata la descrizione di un O.O.B.E
“Era notte fonda, ero a letto e stavo per prendere sonno. Mia moglie si era addormentata accanto a me. Mi sembrò che ci fosse un flusso di corrente nella mia testa e rapidamente la sensazione si diffuse in tutto il corpo. Sembrava tutto come al solito. Mentre giacevo, cercando di decidere in quale altro modo potessi analizzare la cosa, mi accadde di pensare come sarebbe stato bello prendere un aliante ed andare a volare, l’indomani. Senza preoccuparmi delle conseguenze, perché ancora ignoravo che ce ne sarebbero state, indugiai sul pensiero piacevole del volo. Dopo un istante mi accorsi di qualcosa che premeva contro la mia spalla. Con vaga curiosità portai la mano verso l’alto e indietro per sentire di cosa si trattasse. La mano trovò una parete liscia. Mossi la mano quanto me lo permetteva la lunghezza del braccio e la parete continuava, liscia, ininterrotta. Tutti i miei sensi erano vigili: cercai di vedere nella semioscurità. Era un muro e mi appoggiavo al muro con la spalla. Immediatamente dedussi che mi ero addormentato ed ero caduto dal letto. Non mi era mai successo prima, ma stavano accadendo tante cose strane, che cadere dal letto era perfettamente possibile. Guardai ancora. Qualcosa non andava. Questo muro non aveva finestre, non c’erano porte, non c’erano mobili appoggiati. Non era un muro della mia camera da letto. Eppure aveva qualcosa di familiare. Di colpo lo identificai. Non era un muro, era il soffitto. Fluttuavo contro il soffitto, rimbalzando dolcemente ad ogni movimento. Spaventato mi girai nell’aria e guardai al di sotto. Nella penombra, sotto di me, c’era il letto. Due persone erano nel letto. A destra mia moglie. Accanto a lei qualcun altro. Tutti e due apparentemente addormentati. Che strano sogno, pensai. Era curioso. Chi potevo sognare a letto con mia moglie? Guardai meglio e lo shock fu tremendo. Il ‘qualcuno’ ero io!”
Quella riportata, fu la prima esperienza di questo tipo occorsa a Robert Monroe, un brillante uomo d’affari americano che scoprì in maniera piuttosto strana d’essere capace di staccarsi dal proprio corpo.
Recentemente, un interessante studio condotto da Bihna Lenggenhager, della Scuola Politecnica Federale di Losanna e da Henrik Ehrsson dell’ University College di Londra ha fornito una spiegazione scientifica del fenomeno, secondo la quale durante questo tipo di esperienze “potrebbe esserci una disconnessione fra i circuiti del cervello che elaborano le informazioni sensoriali". Sembrerebbe che la coordinazione dei sensi, la prospettiva visuale, e la visione sarebbero importanti per la sensazione di trovarsi all'interno del proprio corpo.
I ricercatori hanno dimostrato che la percezione che una persona ha di se stessa può essere manipolata usando una serie di stimoli multisensoriali in quanto l'unità spaziale e la coscienza del corpo dipendono dai meccanismi del cervello.
Le opinioni degli studiosi sull' argomento che segue sono spesso molto discordanti. Avendo avuto delle esperienze molto simili, e avendo compreso che si tratta fondamentalmente di fenomeni legati semplicemente alla nostra attività onirica, personalmente non credo molto all' esistenza del viaggio astrale.
Il viaggio astrale, definito spesso attraverso l’acronimo O.O.B.E (dall’ inglese out of body experience) è un particolare tipo di esperienza extrasensoriale, vissuta da persone che sostengono di essere uscite dal proprio corpo fisico, alle volte all’ interno di un corpo etereo, altre volte in assenza di corpo.
Questi individui sono spesso in grado di osservarsi dall’ esterno, spostando la propria coscienza e il proprio punto di osservazione nel corpo astrale.
Casi di esperienze extracorporee sono stati riferiti durante le fasi che precedono il sonno o il risveglio, in seguito a crisi epilettiche, intossicazioni da droghe, stati di rilassamento e meditazione e durante le esperienze di premorte.
Secondo diversi studiosi, certi sogni potrebbero essere dei veri e propri viaggi fuori dal corpo, e alcune esperienze che vengono percepite dai soggetti che le vivono come viaggi astrali, non sarebbero altro che sogni o rientrerebbero in quella particolare categoria di fenomeni denominata “sogni lucidi”.
Nel seguente brano tratto dal libro Parapsicologia Realtà Contestata di Massimo Inardi e Giovanni Iannuzzo, edizioni Sugarcò è riportata la descrizione di un O.O.B.E
“Era notte fonda, ero a letto e stavo per prendere sonno. Mia moglie si era addormentata accanto a me. Mi sembrò che ci fosse un flusso di corrente nella mia testa e rapidamente la sensazione si diffuse in tutto il corpo. Sembrava tutto come al solito. Mentre giacevo, cercando di decidere in quale altro modo potessi analizzare la cosa, mi accadde di pensare come sarebbe stato bello prendere un aliante ed andare a volare, l’indomani. Senza preoccuparmi delle conseguenze, perché ancora ignoravo che ce ne sarebbero state, indugiai sul pensiero piacevole del volo. Dopo un istante mi accorsi di qualcosa che premeva contro la mia spalla. Con vaga curiosità portai la mano verso l’alto e indietro per sentire di cosa si trattasse. La mano trovò una parete liscia. Mossi la mano quanto me lo permetteva la lunghezza del braccio e la parete continuava, liscia, ininterrotta. Tutti i miei sensi erano vigili: cercai di vedere nella semioscurità. Era un muro e mi appoggiavo al muro con la spalla. Immediatamente dedussi che mi ero addormentato ed ero caduto dal letto. Non mi era mai successo prima, ma stavano accadendo tante cose strane, che cadere dal letto era perfettamente possibile. Guardai ancora. Qualcosa non andava. Questo muro non aveva finestre, non c’erano porte, non c’erano mobili appoggiati. Non era un muro della mia camera da letto. Eppure aveva qualcosa di familiare. Di colpo lo identificai. Non era un muro, era il soffitto. Fluttuavo contro il soffitto, rimbalzando dolcemente ad ogni movimento. Spaventato mi girai nell’aria e guardai al di sotto. Nella penombra, sotto di me, c’era il letto. Due persone erano nel letto. A destra mia moglie. Accanto a lei qualcun altro. Tutti e due apparentemente addormentati. Che strano sogno, pensai. Era curioso. Chi potevo sognare a letto con mia moglie? Guardai meglio e lo shock fu tremendo. Il ‘qualcuno’ ero io!”
Quella riportata, fu la prima esperienza di questo tipo occorsa a Robert Monroe, un brillante uomo d’affari americano che scoprì in maniera piuttosto strana d’essere capace di staccarsi dal proprio corpo.
Recentemente, un interessante studio condotto da Bihna Lenggenhager, della Scuola Politecnica Federale di Losanna e da Henrik Ehrsson dell’ University College di Londra ha fornito una spiegazione scientifica del fenomeno, secondo la quale durante questo tipo di esperienze “potrebbe esserci una disconnessione fra i circuiti del cervello che elaborano le informazioni sensoriali". Sembrerebbe che la coordinazione dei sensi, la prospettiva visuale, e la visione sarebbero importanti per la sensazione di trovarsi all'interno del proprio corpo.
I ricercatori hanno dimostrato che la percezione che una persona ha di se stessa può essere manipolata usando una serie di stimoli multisensoriali in quanto l'unità spaziale e la coscienza del corpo dipendono dai meccanismi del cervello.
Le regole vengono dopo
In questo blog ho già raccolto un buon numero di posts sulla scrittura creativa. In più di un’ occasione ho accennato alla possibilità di imparare a scrivere romanzi o racconti esercitandosi molto nella scrittura e leggendo nello stesso tempo qualche buon manuale di scrittura creativa.
C’è chi ritiene che per imparare a scrivere si debba necessariamente frequentare per anni una scuola di scrittura. Io la penso diversamente e ho espresso le mie opinioni in proposito in più di un’ occasione.
In linea generale per molti scrittori, sia che si tratti di scrittori dilettanti come il sottoscritto, sia che si tratti di professionisti, le regole spesso vengono dopo un lungo periodo passato ad esercitarsi.
Come ha scritto Vincenzo Cerami nel suo manuale di scrittura “Consigli a un giovane scrittore” le regole in arte vengono di solito in un secondo momento, si scoprono dopo averle applicate.
E’ importantissimo esercitarsi molto nella scrittura, leggendo nello stesso tempo molti libri. Fra questi è di certo utile inserire anche qualche buon manuale di scrittura creativa.
Ma se cominciate la vostra attività di aspiranti scrittori leggendo soltanto un manuale di scrittura creativa senza poi impegnarvi realmente, allora difficilmente riuscirete a fare progressi, e forse alla fine rinuncerete persino alla vostra aspirazione.
C’è chi ritiene che per imparare a scrivere si debba necessariamente frequentare per anni una scuola di scrittura. Io la penso diversamente e ho espresso le mie opinioni in proposito in più di un’ occasione.
In linea generale per molti scrittori, sia che si tratti di scrittori dilettanti come il sottoscritto, sia che si tratti di professionisti, le regole spesso vengono dopo un lungo periodo passato ad esercitarsi.
Come ha scritto Vincenzo Cerami nel suo manuale di scrittura “Consigli a un giovane scrittore” le regole in arte vengono di solito in un secondo momento, si scoprono dopo averle applicate.
E’ importantissimo esercitarsi molto nella scrittura, leggendo nello stesso tempo molti libri. Fra questi è di certo utile inserire anche qualche buon manuale di scrittura creativa.
Ma se cominciate la vostra attività di aspiranti scrittori leggendo soltanto un manuale di scrittura creativa senza poi impegnarvi realmente, allora difficilmente riuscirete a fare progressi, e forse alla fine rinuncerete persino alla vostra aspirazione.
Perché evitare la forma passiva dei verbi?
In On Writing, manuale di scrittura creativa scritto da Stephen King, ho trovato alcune interessanti considerazioni che riguardano le espressioni che conviene evitare, e un errore molto diffuso fra i principianti della scrittura: l'uso eccessivo della forma passiva.
King consiglia di evitare espressioni come “a questo punto”, “ad un certo punto”, “alla fine della cena”, “ad ogni modo” ecc...
Per quanto riguarda invece la forma attiva e passiva lo scrittore spiega innanzitutto quali differenze passano fra le due forme. Nella forma attiva il soggetto della frase fa qualcosa. Nella forma passiva qualcosa viene fatto al soggetto della frase.
Ma vediamo un po' alcuni esempi:
Forma passiva: La riunione sarà tenuta alle sette.
Forma attiva: La riunione è alle sette.
O ancora:
Forma passiva: Il cadavere fu trasportato dalla cucina sul divano in salotto.
Forma attiva: Freddie e Myra trasportarono il cadavere dalla cucina al divano in salotto.
Adesso tocca a voi trovare altri esempi delle due forme e osservarne le differenze.
King consiglia di evitare espressioni come “a questo punto”, “ad un certo punto”, “alla fine della cena”, “ad ogni modo” ecc...
Per quanto riguarda invece la forma attiva e passiva lo scrittore spiega innanzitutto quali differenze passano fra le due forme. Nella forma attiva il soggetto della frase fa qualcosa. Nella forma passiva qualcosa viene fatto al soggetto della frase.
Ma vediamo un po' alcuni esempi:
Forma passiva: La riunione sarà tenuta alle sette.
Forma attiva: La riunione è alle sette.
O ancora:
Forma passiva: Il cadavere fu trasportato dalla cucina sul divano in salotto.
Forma attiva: Freddie e Myra trasportarono il cadavere dalla cucina al divano in salotto.
Adesso tocca a voi trovare altri esempi delle due forme e osservarne le differenze.
lunedì 14 novembre 2011
Bigfoot. Una creatura leggendaria.
La fonte del seguente articolo è wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Bigfoot, conosciuto anche come Sasquatch, è una leggendaria creatura scimmiesca che dovrebbe vivere nelle foreste dell’ America Settentrionale e del Canada.
Alto fra i 2 e i 2.70 metri, il bigfoot, ha grandi occhi ed è ricoperto da una folta peluria, che varia dal rosso scuro al nero. I suoi piedi, lascerebbero tracce di 40-46 cm sul terreno. Il peso dell’ essere in base alle poche testimonianze che sono state raccolte negli anni, dovrebbe aggirarsi intorno ai duecento chilogrammi.
I criptozoologi sostengono che il Bigfoot potrebbe essere imparentato con lo Yeti del Tibet.
Le uniche prove dell’ esistenza di questa creatura sono video, foto ed orme di piedi anomale. Non si può tuttavia escludere che si tratti di veri e propri falsi realizzati per dar credito alla sua leggenda.
Il video più interessante è stato girato il 20 ottobre 1967 dai cacciatori Roger Patterson e Bob Gimlin; nella pellicola si vede un Bigfoot femmina, che cammina con passo malandato vicino al fiume Bluff Creek, si gira in direzione dei due uomini e si addentra poi nella foresta.
Il regista John Landis sostiene che si tratta di un uomo travestito; nel 2004 sarebbe anche trapelato il nome dell’ attore, un certo Bob Heironimus.
Patterson fino alla sua morte ha sostenuto l'autenticità del filmato.
Il Bigfoot, conosciuto anche come Sasquatch, è una leggendaria creatura scimmiesca che dovrebbe vivere nelle foreste dell’ America Settentrionale e del Canada.
Alto fra i 2 e i 2.70 metri, il bigfoot, ha grandi occhi ed è ricoperto da una folta peluria, che varia dal rosso scuro al nero. I suoi piedi, lascerebbero tracce di 40-46 cm sul terreno. Il peso dell’ essere in base alle poche testimonianze che sono state raccolte negli anni, dovrebbe aggirarsi intorno ai duecento chilogrammi.
I criptozoologi sostengono che il Bigfoot potrebbe essere imparentato con lo Yeti del Tibet.
Le uniche prove dell’ esistenza di questa creatura sono video, foto ed orme di piedi anomale. Non si può tuttavia escludere che si tratti di veri e propri falsi realizzati per dar credito alla sua leggenda.
Il video più interessante è stato girato il 20 ottobre 1967 dai cacciatori Roger Patterson e Bob Gimlin; nella pellicola si vede un Bigfoot femmina, che cammina con passo malandato vicino al fiume Bluff Creek, si gira in direzione dei due uomini e si addentra poi nella foresta.
Il regista John Landis sostiene che si tratta di un uomo travestito; nel 2004 sarebbe anche trapelato il nome dell’ attore, un certo Bob Heironimus.
Patterson fino alla sua morte ha sostenuto l'autenticità del filmato.
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Scrivere utilizzando soltanto una matita
Scrivere un libro utilizzando solo una matita. Perché mai uno scrittore dovrebbe fare una simile scelta, dato che oggi software come open office o come microsoft word rendono molto più semplice scrivere qualsiasi tipo di testo?
Scrivere un romanzo o un’ antologia di racconti con una matita, può sembrare molto strano. Effettivamente se il libro viene scritto fino alla versione finale (cioè quella da dare alla stampa) interamente a matita, è un po’ difficile giustificare da un punto di vista razionale una simile scelta.
Può essere però sensato utilizzare una matita in un primo momento, quando si lavora ancora alla prima stesura di un romanzo, per poi passare ad usare il computer in una fase successiva.
Anche in questo caso i problemi non mancano, perché poi dovremo ricopiare tutto ciò che abbiamo scritto a matita sul computer, perdendo quindi un bel po’ di tempo.
Perché mai usare una matita allora?
Diversi anni fa ho scritto la bozza del mio primo romanzo a matita e posso spiegare i motivi che mi hanno portato a fare questa scelta.
In quel periodo quando mi mettevo davanti allo schermo di un computer non riuscivo a scrivere nulla. Stare davanti a un computer bloccava del tutto la mia fantasia.
Scrivendo soltanto a matita invece, sono riuscito a trovare l’ispirazione e lentamente ho portato a termine la bozza del mio romanzo.
La prima e la seconda stesura invece le ho scritte al computer.
Naturalmente un altro scrittore potrebbe avere un’ esperienza del tutto diversa. Potrebbe non riuscire a scrivere bene utilizzando una matita e trovarsi invece benissimo con un software per l’ elaborazione dei testi.
Si tratta fondamentalmente di una questione soggettiva.
Scrivere un romanzo o un’ antologia di racconti con una matita, può sembrare molto strano. Effettivamente se il libro viene scritto fino alla versione finale (cioè quella da dare alla stampa) interamente a matita, è un po’ difficile giustificare da un punto di vista razionale una simile scelta.
Può essere però sensato utilizzare una matita in un primo momento, quando si lavora ancora alla prima stesura di un romanzo, per poi passare ad usare il computer in una fase successiva.
Anche in questo caso i problemi non mancano, perché poi dovremo ricopiare tutto ciò che abbiamo scritto a matita sul computer, perdendo quindi un bel po’ di tempo.
Perché mai usare una matita allora?
Diversi anni fa ho scritto la bozza del mio primo romanzo a matita e posso spiegare i motivi che mi hanno portato a fare questa scelta.
In quel periodo quando mi mettevo davanti allo schermo di un computer non riuscivo a scrivere nulla. Stare davanti a un computer bloccava del tutto la mia fantasia.
Scrivendo soltanto a matita invece, sono riuscito a trovare l’ispirazione e lentamente ho portato a termine la bozza del mio romanzo.
La prima e la seconda stesura invece le ho scritte al computer.
Naturalmente un altro scrittore potrebbe avere un’ esperienza del tutto diversa. Potrebbe non riuscire a scrivere bene utilizzando una matita e trovarsi invece benissimo con un software per l’ elaborazione dei testi.
Si tratta fondamentalmente di una questione soggettiva.
Descrivere la natura. Alcuni utili consigli.
Descrivere la natura non è affatto semplice. Le più belle descrizioni di questo tipo, si possono spesso trovare in opere di grandi scrittori che hanno vissuto parte della loro vita a stretto contatto con la natura.
Anton Cechov sosteneva che la semplicità è indispensabile quando si vuole descrivere la natura. E’ importante che il lettore chiudendo gli occhi riesca a immaginare ciò che lo scrittore ha descritto.
Quindi non una semplice elencazione di elementi paesaggistici, ma un’ intelligente descrizione che dia un quadro generale dell’ ambiente di cui si parla.
E’ importante anche la brevità. Non bisogna esagerare eccedendo con le parole e bisogna tenere conto del contesto in cui è inserita la descrizione.
Fra i grandi scrittori molto bravi a descrivere la natura e il paesaggio mi hanno sempre colpito particolarmente per la loro bravura Hemingway e Tolstoj.
Anton Cechov sosteneva che la semplicità è indispensabile quando si vuole descrivere la natura. E’ importante che il lettore chiudendo gli occhi riesca a immaginare ciò che lo scrittore ha descritto.
Quindi non una semplice elencazione di elementi paesaggistici, ma un’ intelligente descrizione che dia un quadro generale dell’ ambiente di cui si parla.
E’ importante anche la brevità. Non bisogna esagerare eccedendo con le parole e bisogna tenere conto del contesto in cui è inserita la descrizione.
Fra i grandi scrittori molto bravi a descrivere la natura e il paesaggio mi hanno sempre colpito particolarmente per la loro bravura Hemingway e Tolstoj.
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